Riserva naturale Isole Stagnone

Riserva naturale Isole Stagnone

Di recente fondazione, la Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala risale al 1984. Situata lungo la costa occidentale della Sicilia, la riserva comprende le Isole di San Pantaleo, l’Isola Grande, l’Isola Schola ed ancora l’Isola di Santa Maria. Alla composizione appena descritta si aggiungono inoltre le saline di San Teodoro, di Genna ed infine di Ettore Infersa.

L’intera riserva dispone di un’estensione di 2012  ettari, il cui paesaggio presenta caratteristiche prevalentemente lagunari; la vegetazione locale offre una visione tipicamente mediterranea del territorio, la cui mescolanza mette in evidenza alcune specie xerofile che nel corso degli anni si sono dimostrate capaci di adattarsi all’elevato grado di salinità della zona: tra queste spiccano la Suaeda e numerose varietà di Limonio; al profumo di queste piante si aggiunge inoltre una particolare specie di ranunculcacea, della quale solo la Sicilia e la Sardegna possono attualmente fare vanto; alla vivacità della flora mediterranea si affianca una fauna profondamente diversificata, la quale mette in evidenza una considerevole quantità di specie ornitologiche davvero interessanti. Entrando nel dettaglio, chiunque si avvicini alla riserva durante il periodo delle migrazioni avrà modo di ammirare diversi esemplari di garzetteanatre selvatiche e mignattai; molto più comuni risultano essere gli uccelli nidificanti, tra i quali è possibile individuare il cardellino, la cappellaccia ed ancora il verzellino.

Uno degli elementi che contraddistingue la Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone si risolve per l’appunto nella presenza delle saline. Le vasche che interessano la coltivazione del sale risalgono ad un’epoca assai remota, nello specifico all’età della dominazione Fenicia; gli anni Cinquanta hanno rappresentato uno dei periodi più floridi per questo genere di attività, in quanto le saline funzionanti erano ben nove: attualmente la riserva attesta l’effettivo funzionamento di sole quattro saline, la cui estensione è pari a 205 ettari. Questa notevole riduzione può essere esplicata chiamando in causa gli elevati costi che derivano dall’attività estrattiva del sale, ed ai quali conseguono le spese di manutenzione delle saline stesse.

Lo splendore del paesaggio naturalistico è accompagnato da alcuni interventi dell’uomo che hanno migliorato alcune strutture già esistenti, andandole ad integrare con nuovi elementi. Per chiarire il concetto, sono state effettuate numerose opere di ristrutturazione che hanno interessato i mulini presenti nelle saline; a ciò si aggiunge la costruzione di un piccolo museo dedicato a Joseph Whitaker, nonché il principale responsabile di alcuni importanti scavi archeologici condotti all’inizio del Novecento. Lo stesso museo contiene inoltre alcuni esempi di sculture greche che certamente non lasceranno indifferenti i più grandi appassionati di arte. Per quanto concerne le altre attività che possono essere condotte all’interno della riserva, è molto importante precisare che il regolamento locale ha imposto severi divieti in materia di cacciapesca subacquea e pesca con le reti; ciò che viene concesso si risolve nella pesca sportiva, la quale comunque resta assoggettata a norme ben precise.

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