Riserva naturale Monte Cofano

Riserva naturale Monte Cofano

Un avvenente promontorio che si erige sull’accumulo di detriti calcarei marini risalenti all’era Triassica: la Riserva Naturale Orientata Monte Cofano trova la propria origine in questo, un paesaggio caratterizzato da spiccate guglie rocciose arricchite dalla presenza di numerosi fossili animali.

Situata nella parte nord-occidentale del litorale siciliano, la riserva in oggetto presenta un’estensione di 537,5 ettari. Ciò che rende la riserva un luogo meritevole di ogni interesse è ricollocabile sì nel fascino paesaggistico del quale è dotata, ma anche nella storia che l’ha condotta fino ai giorni nostri. Le testimonianze più antiche che attestano la presenza dell’uomo si risolvono nelle grotte di epoca preistorica, alle quali si affiancano numerosi reperti che comprovano i successivi insediamenti di Fenici, Greci ed ancora Romani. Gli elementi storici attribuiti al periodo più attuale equivalgono alle torri risalenti al XVI secolo, costruite durante il dominio spagnolo: tali fortificazioni si resero necessarie per difendere i territori locali dalle invasioni dei pirati turchi.

Analizzando gli aspetti paesaggistici che segnano la Riserva Naturale Orientata del Cofano, emerge un insieme ricco di particolari. Alcuni dettagli che spiccano sugli altri corispondono alle tante varietà di specie endemiche che macchiano il territorio, come ad esempio l’Erica Sicula e la Brassica drepanensis, conosciuta anche come cavolo di rocca; in linea di massima, comunque, il territorio è stato convenzionalmente suddiviso in cinque zone, ciascuna delle quali è segnata dalla predominanza di un particolare tipo di pianta: nel dettaglio, si tratta della fascia litorale, caratterizzata dalla presenza di Limonetium Bocconei, la fascia sublitorale, contraddistinta dalla vegetazione a Chamaerop Humilis, i brecciai, la cui particolarità equivale all’Ampelodesmos Mauritanicus, ed ancora le aree rupestri di primo e secondo livello, alle quali vengono rispettivamente associati lo Scabioso Centauretum Ucriae ed il Sedetum Caerulei.

Alcuni dei punti di maggior interesse della riserva corrispondono alle grotte già precedentemente citate: oltre ad aver svolto un’importante funzione in epoca preistorica, le stesse hanno rivestito un ruolo di prima importanza in qualità di rifugio per gli eremiti durante il 19° secolo, ed ancora per gli sfollati in occasione della seconda Guerra Mondiale; ciascuna delle grotte contenute all’interno della riserva rappresenta uno dei pilastri del turismo locale, in quanto le stesse esplicano appieno le circostanze che hanno portato la riserva alla sua attuale disposizione.

Le visite guidate costituiscono solo una minima parte di ciò che i visitatori hanno la possibilità di fare all’interno della riserva: un altro dettaglio che rende il luogo così suggestivo è ricollocabile nel mare che circonda l’intera zona. In prossimità della costa, infatti, è possibile incontrare gruppi di apneisti e pescatori subacquei che usufruiscono periodicamente delle bellezze offerte dal territorio locale. L’area per l’appunto è ricca di spettacoli naturali di inestimabile valore, tra i quali è giusto ricordare una fauna ittica suddivisa tra specie nobili e comuni, alle quali molto spesso vanno ad unirsi branchi di delfini ed ancora alcuni esemplari di squali.

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